realtà

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meraviglia

Pubblicato 29 luglio 2015 da capriccietto

Uffa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Vorrei un mondo diverso. Questo non mi piace.
Cosa è che ho detto pochi giorni fa? che mi meraviglia la meraviglia di chi si meraviglia perchè io protesto per una scorrettezza/sbaglio/bugia/imprecisione.
Non vorrei un mondo perfetto – lo so che non esiste – ma un accenno di sincerità, se sbagli chiedi scusa e ci riprovi (ed è il caso migliore perchè di solito non è uno sbaglio ma truffa o impreparazione che in fondo fa lo stesso – vorrei solo che chi vende una prestazione sia capace di prestare ciò che promette di saper fare) mmmmmmmmmmmeeeerAvvvViglia.

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La banalità del male

Pubblicato 23 luglio 2015 da capriccietto

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…………………. sento dirlo ogni tanto, di questa

banalità del male

e citano una tale Hannah Arendt che io non ho mai letto
questa è la volta che vado a comprarlo ‘sto libro in libreria
così, tanto per sapere.
Arendt pare abbia dedotto che il male  non sia dovuto ad un’indole maligna,
ma solo all’ incompleta inconsapevolezza di cosa significassero le proprie azioni.

Poi aggiungerei qualcosa sul manicheismo 🙂

Pubblicato 3 febbraio 2015 da capriccietto

Tintoretto-martirio di San LorenzoChi ha studiato la storia dell’arte è abituato associare famose opere d’arte a squisite operazioni di martirio (qui Tintoretto, Martirio di San Lorenzo). Impotenza rispetto alla ripetizione della Storia?

L’Is ha pubblicato un video in cui il pilota giordano Muad Kasasbeah, ostaggio dei jihadisti dal 24 dicembre, viene bruciato vivo. La redazione di Servizio Pubblico ha deciso di pubblicarlo. Secondo loro, come dice Domenico Quirico, giornalista della Stampa rapito in Siria nel 2013 e rilasciato dopo 5 mesi di prigionia: “La coscienza passa sempre attraverso la conoscenza e non la negazione, censura o aggiramento della realtà”

http://www.serviziopubblico.it/2015/02/pilota-giordano-arso-vivo-il-video-dellis/

Se si può ridere di tutto si può ridere anche di Dio

Pubblicato 16 gennaio 2015 da capriccietto

vignetta

– “Ma che cosa c’è di tanto terribile nel riso?”
– “Il riso uccide la paura, e senza la paura non ci può essere la fede. Senza la paura del demonio non c’è più necessità del timore di Dio”
– “Però non puoi eliminare il riso eliminando questo libro”
– “No, certamente. Il riso resta lo sfogo dell’uomo volgare, ma cosa succederebbe se per colpa di questo libro, uomini saggi andassero affermando che è possibile ridere di tutto, possiamo ridere di Dio? Il mondo precipiterebbe nel caos. Perciò io sigillo quello che non doveva essere detto… nella tomba che ora divento.”

dialogo tra Guglielmo di Baskerville e Jorge da Burgos ne Il nome della rosa di Umberto Eco (1980)

Il nome della rosa, è incentrato sul libro a tutt’oggi perduto che Aristotele* scrisse sulla Commedia. Nel romanzo si immagina ne esista una copia nascosta nella biblioteca del convento e la catena di delitti nasce dalla volontà del monaco di impedirne la lettura.

Il poter ridere di tutto, pone qualsiasi dogmatismo alla mercè della ragione umana, apre al pensiero.

*Si tratta della Poetica (pubblicata la prima volta a Venezia nel 1498 nella traduzione latina di Giorgio Valla) dove Aristotele parla dei principi della poesia e poi dei generi poetici, il secondo libro non ci è pervenuto: si sanno il titolo e pochi passi, citati altrove da Aristotele stesso. Il testo giunto fino a noi termina dicendo: “E così, dunque, della tragedia e dell’epopea […] basti oramai quello che ho detto. [Diciamo ora] dei giambi e della commedia […]” (Aristotele, Poetica: 101).

Morte di un cane

Pubblicato 24 novembre 2014 da capriccietto

Per la prima volta mi sono detta: “è una cosa naturale”.
La morte è una cosa naturale.
Perchè son stata lì a guardarla che moriva, ci ha messo qualche ora sul suo cuscino, respirava male ma senza guaire perciò spero non soffrisse. Fosse stata un essere uomo avremmo chiamato l’ambulanza. Invece come si dice, è morta a casa sua.
Poi l’ho vista il giorno dopo, stecchita. Cioè rigida come un calco di gesso, fine delle articolazioni, della morbidezza di un piegamento.
Una curiosità, che era più simile a se stessa di quanto non lo siamo noi dopo la morte, l’espressione di un cane è più immutabile di quella di un uomo.
p.s. non grande dolore perchè era la cagnetta di mia madre e non la mia (io ho una gatta ancora a metà del cammin di eccetera).

cfr https://capriccietto.wordpress.com/2014/04/27/il-padre/

essere una donna

Pubblicato 21 novembre 2014 da capriccietto

…più ci rifletto e più lo trovo misterioso e [ ].
Fossimo soltanto ancora animali si potrebbe trovare un senso,
ma essendo la fase superata dall’homo sapiens …
In Australia, due giornalisti lui maschio e lei femmina. Lui si è presentato per un intero anno con lo stesso abito e non se ne è accorto nessuno. Lei invece ogni giorno attenta non solo al vestire ma anche al trucco, alla pettinatura e insomma all’apparire.

Essere una donna è questo?

http://www.huffingtonpost.it/2014/11/19/conduttore-tv-stesso-abito-nessuno-se-ne-accorge_n_6183332.html

La storia non è finita !

Pubblicato 10 ottobre 2014 da capriccietto

Non è finita, lo ha ammesso anche Fukuyama!
Sembra un paradosso, che la fine sia collegata al mito del progresso… eppure così era.
Morte dell’Arte, Fine della Storia, Fine della Letteratura, Fine della Storia dell’arte (metti Argan, Hegel, Fukuyama o Belting, eccetera).

Si credeva nelle magnifiche sorti progressive, padroni del sapere.
Arrivati, superate le epoche buie, superiori a tutta quella povera umanità che ci aveva preceduto.

E adesso? Oddio! cosa sta succedendo? cosa si sfascia, cosa crolla e come sta cambiando? Vecchio e nuovo e prima e dopo smetteranno di avere un verso?!

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/democrazia-lenta-mondo-rock-fukuyama-modello-liberale-86205.htm