menzogna

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se la vita è un rito

Pubblicato 23 dicembre 2014 da capriccietto

Comincio a sospettare che la vita intera sia un rito.
Ho comprato le noccioline e, fatico a smettere di mangiarle.
Trascinata da altri: ho comprato la carne per il brodo,
e pure fatto un polpettone,
comprato mandarini, noci e noccioline
perchè sennò, che tavola sarebbe?
Questa consuetudine annuale, è sempre lo stesso, è rituale.
Io/Tu. Isolati o partecipa. Non cambia. Resta il rito.

Comincio a sospettare che la vita intera sia un rito.

Ne consegue?              {prossime puntate}

Tra una decina di giorni è Natale (ma, ancora?!)

Pubblicato 16 dicembre 2014 da capriccietto

Lotto, sacra famiglia (1536)Natale. Sacra famiglia. Maria, Giuseppe e Gesù bambino.
Presepe.
Come quando, tempo fa, si ironizzava
sulla pubblicità del “mulino bianco”
– quei bei biscottini consumati felicemente dalla famigliola felice.
Natale è un panettone… chi si identifica e chi no.
Io, no.
Confesso che mi sono sempre piaciute le lucine… mi piaciono ancora, lisce, striscie, anche senza albero.

l’ipocrisia ha sempre grande successo

Pubblicato 5 dicembre 2014 da capriccietto

GRANDE SUCCESSO perchè piace sempre sentirsi complimentati .
Piace talmente che non si riflette sulla realtà, se sia vero ciò che si riceve, ci crediamo e basta.
Molti si approfittano di questa umana debolezza, è una chiave per entrare, per farsi dare, la usa un seduttore, per farti la corte… per conquistare. E vale in tutti i campi, non solo quello amoroso perchè la usano anche i venditori, ti farà complimenti anche chi vuole vendere un’aspirapolvere! Lo fa la signorina addetta al tuo deposito titoli in banca per rifilarti il Fondo che “ci piace” – lo fa la  signora che ti pulisce i denti per farti ritornare.

Per esempio, sono stata da Roberta per la mia seduta annuale di igiene dentale.
Tra un dire e l’altro per lei, ero dimagrita – poi avevo un bel taglio di capelli…
Entrambe le affermazioni mi hanno stupita:
– il mio peso continua a oscillare senza grandi svolte, le differenze le ho vissute qualche manciata d’anni orsono  ed oggi non è il caso di vantarsi – sto nella norma-lità;
– i capelli me li sono fatti da sola e l’unico merito è di avere un “taglio” fuori dai canoni {cosa che mi piace essere} ma di sicuro si può fare di molto meglio.

Da tempo mi sono accorta ogni volta che ricevo un complimento, che è fuori luogo, specialmente quando mi viene da persone che non conosco, che incontro saltuariamente. Guarda caso e stranamente vengo sommersa da condivisioni ed apprezzamenti a più non posso. Io, che caratterialmente sono quasi sempre una contraria, una minoranza (perciò mi accorgo e mi stupisco dell’insolito successo).

essere una donna

Pubblicato 21 novembre 2014 da capriccietto

…più ci rifletto e più lo trovo misterioso e [ ].
Fossimo soltanto ancora animali si potrebbe trovare un senso,
ma essendo la fase superata dall’homo sapiens …
In Australia, due giornalisti lui maschio e lei femmina. Lui si è presentato per un intero anno con lo stesso abito e non se ne è accorto nessuno. Lei invece ogni giorno attenta non solo al vestire ma anche al trucco, alla pettinatura e insomma all’apparire.

Essere una donna è questo?

http://www.huffingtonpost.it/2014/11/19/conduttore-tv-stesso-abito-nessuno-se-ne-accorge_n_6183332.html

Ho guardato negli occhi un puttaniere

Pubblicato 4 luglio 2014 da capriccietto

Costretta a frenare dietro ad un auto ferma che puntava una prostituta, sui viali. Stanotte rientrando a casa distrattamente ho commesso l’errore di stare sulla corsia di destra.
Mi sono fermata con una certa antipatia
forse ero più molesta del solito perchè ho lampeggiato
avrei anche voluto suonare ma fortunatamente ho sbagliato la pressione sul volante (mi capita perchè non lo faccio mai di suonare e non ho la botta giusta spontanea)

Però subito dopo l’auto davanti è ripartita (forse era uno timido) e me la sono non so come trovata ferma a sinistra al semaforo rosso e aveva pure il finestrino abbassato ed io pure.

L’ho guardato negli occhi. E lui mi ha visto guardarlo. Per un secondo. Poi sono ripartita (controllando che non mi seguisse quando ho girato a destra). Spero abbia introiettato tutto il mio disgusto. E’ stato divertente.
[grazie Silvio]

la normalità è un ideale = la sedia di Platone

Pubblicato 20 giugno 2014 da capriccietto

idea come la sedia di Platone.
Adesso mi toccherebbe spiegarlo… [magari ripassarsi il Platone?]
Normale è l’opposto di conosciuto.
normale è ideale – la norma. la norma è un concetto – idea.
una stratificazione delle mente
un punto attorno al quale costruire, deviare, vivere

C’era un bel libro di Ernst Gombrich, credo fosse “Norma e forma”.

comunque la normalità mi ha sempre inquietata
come un adeguarsi
come un dover essere
ovviamente non sono mai riuscita ad adeguarmi
potrebbe essere comune
ma
non sono nella norma!

pensiero evocato da manginobrioches

mamma’s portrait

Pubblicato 16 giugno 2014 da capriccietto

Oggi l’ho vista la mia mamma. A proposito di amore.
Uno scarafaggio, una blatta, se ti passeggia sul secchiaio in cucina e se la vedi
la schiacci – [devi] farlo – si moltiplicano – devi ammazzare.
La mia bella vecchina. NerA sI tInGe i cApelLi. Ha ottanta anni. E’ secca.
Ha la testa piccola.
Non dimenticherò mai quando si fece fare una giacca di pelliccia di volpe, a lei piaceva molto ma quando se la metteva, tutto quel pelo gonfio rosso-biondo le faceva sembrare la sua testina mora ancora più piccina, come un puntino sopra due parentesi
.
()

ciao mamma!

assolutamente stupida
l’apologia dell’ignoranza
volgare
volgare volgo

volgo: “Italiano: moltitudine di persone che facevano parte del popolo poco colto, ignorante, ignobile · prima persona singolare indicativo presente di volgere”

Mi volgo. giro la faccia. non mi è mai piaciuto guardarla. volgo. mi volgo

Ha sempre avuto una voce orribile. stridula. un suono che infastidisce.
Il suono della sua voce riflette perfettamente il senso delle parole che emette.
Non c’è niente che merita ascolto.
E’ invidiosa, gelosa, bugiarda all’inverosimile, venale, vanitosa, competitiva. Ovviamente è egocentrica. Ogni volta che parla le sue frasi iniziano con “IO”.
Ovviamente non ascolta, non solo non ascolta le parole degli altri a lei rivolte ma nemmeno se stessa ascolta. se parla è come un pesce che boccheggia – per lei parlare è come respirare, un azione spontanea e vitale, un processo biochimico.

…………….ma……………..non posso,,,,,,,,,,,, farci!
non posso farci niente.
Uno scarafaggio, una blatta, se ti passeggia sul secchiaio in cucina e se la vedi
la schiacci
[devi] farlo – si moltiplicano – devi ammazzare.

Mia mamma non posso. Non si può. Ammazzarla.
MA POSSO TENERLA LONTANA! e lo faccio. allontanata.
è così disgustosa, mi tocca vederla ognitanto, mi tocca parlarci, mi tocca pure aiutarla, e per aiutarla mi tocca di ascoltarla, per chè ogni volta che per aiutarla la vedo lei parla – e mi fa sentire un cesso perchè mi caga dentro le sue parole di merda

aiutarla. aiu. haiu. hai. haiu!
cazzo! pago. pago. pago. le bollette. l’imu. la tari. e sto cazzo.
lei ha la sua pensione. mille euro al mese. ma non bastano. io spendo meno di lei. lei si lamenta che non può andare dalla parrucchiera, non può comprarsi il profumo e la crema. non fa che raccontare balle (bugie) sul suo aver dato – solo per farmi sentire in colpa.
DIO GRAZIE. mIO PADRE e mia madre hanno divorziato. mio padre è morto. io ho ereditato tutto di mio padre. e LA MAMMA è incazzata…. uuuuuuH! quanto è incazzata perchè non ha preso un soldo lei.

mia madre si è fatta un altro uomo, più giovane, ha 17 anni meno di lei. non so cosa è questo suo compagno ma se la regge lui, lei – ci vive con lei. non capisco come fa ma lo fa. non lavora da parecchio tempo. vive con lei e di lei (se per lei non lo so). a me pare pare scemo pure lui. non è del tutto a posto di testa, quando lo vedo, mi strugge di paranoie.

La mia è una storia di ricatti.
Finchè mio padre era vivo io ho dovuto combattere. Era un rimpallo tra loro due, dove io ero la palla.
Ho difeso il territorio come ho potuto. Il territorio era il corpo di mio padre, la casa di mio padre, i soldi suoi. Eredità. Ho vinto io.
Era un lavoro. in tutti i sensi. ho lavorato per mio padre. la Ditta.
Ho lavorato. era lavoro. giuro che ho lavorato.

per la famiglia.

ho lavorato.

adesso godo di quel lavoro, di caso e fortuna, adesso ho una rendita (mi fa specie doverla spartire con mia madre – in fondo aspetto pazientemente che muoia pure lei, come pazientemente ho atteso la morte di mio padre e la morte di tutti)

LA FAMIGLIA.

mi ricordo un giorno che eravamo insieme io e la mia mia mamma in attesa dal ginecologo e Lei mi disse, ma perchè non ti fai chiudere le tube? (figli non ne avevo e potevo quando lei me lo disse)

mi ricordo un giorno che Lei mi disse – se una donna non resta incinta forse non deve insistere, che a lei che aveva l’utero alto il medico le fece non so quale puntura e poi io nacqui (magari non è vero perchè lei racconta solo fantasie)

però io sono nata il primo giorno di aprile
ed è evidente che per lei ero uno scherzetto

Crederete a questa storia?
I love mia mamma
this is my mommy’s portrait

I love you