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fare sesso con Mario Draghi

Pubblicato 29 luglio 2015 da capriccietto

draghiSesso con Mario Draghi. Sìiii. Perchè mi piace. Sentirlo parlare in inglese durante i comunicati, rispondere alla stampa con lo stesso tono, lo stesso sguardo, non si sposta dalle sue posizioni. E’ fermo. Ha una bella faccia, pure capelli neri in testa, un naso deciso e labbra ferme. Fare sesso con Mario Draghi… la sfida sarebbe tutta lì… vederlo scomporsi… vederlo aprire la bocca [scusa Mario] 🙂 .

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Tacchi che uccidono

Pubblicato 30 settembre 2014 da capriccietto

killer heels

Tacchi alti uno stop agli eccessi
«CI tengo a dirlo: il rosso sulle suole è il mio sangue». Con questa battuta Emma Thompson si è presentata sul palco degli scorsi Golden Globe: a piedi nudi e con le scarpe incriminate strette in mano. Non c’è stata donna che non abbia compreso il dilemma dell’attrice nell’indossare qualcosa di tanto bello quanto scomodo. La fascinazione per i tacchi alti non è certo storia recente, ma il parossismo che si è raggiunto negli ultimi tempi… C’è una mostra al Brooklyn Museum di New York dedicata all’argomento (fino al 15 febbraio 2015) che sta registrando un numero record di visitatori.
Killer Heels: The Art of the High Heeled Shoes , è una riflessione sulla funzione estetica e sociale dei tacchi alti dal Rinascimento a oggi. Le origini sono funzionali (le chopine veneziane, servivano alle dame per non inzaccherarsi le vesti in strada) ma, la sezione più ampia dell’esposizione è per il Glamour and Fetish, dedicata a ciò che evocano certe forme e come sono state usate dai designer nel corso del tempo. La moda fa leva sulla seduzione, di più in ultimo. Qualche esempio? Dell’ultima sfilata di Alexander McQueen nel 2010 ci si ricorda soprattutto delle “scarpe-armadillo”, stivaletti bombati e dall’aspetto “alieno”, le creazioni di Prada, spesso una svettante sfida alla gravità, diventano oggetto del desiderio da possedere a tutti i costi, mentre molti creativi spiegano di preferire i tacchi più alti perché fanno da piedistallo alle loro mise, a prescindere da quanto poi ci si riesca a camminare.
Quello che però si evince dalla mostra è come gli eccessi stiano rapidamente cambiando il modo di pensare sull’argomento. Visto che in molti casi è oggettivamente impossibile usare simili calzature a lungo, la moda si sta spostando verso un approccio più misurato. Basta dare un’occhiata ai modelli che oggi si vanno affermando, il cui tacco è di media attorno ai sei centimetri: è come se, esaurito l’argomento, si stesse riscoprendo il potere della normalità. Le cool-girl di Hedi Slimane per Saint Laurent preferirebbero sparire piuttosto che farsi vedere con un paio di scarpe che non siano a pochi centimetri da terra, mentre da Gucci ritornano, dopo stagioni di stiletti, le mezze misure degli anni 60; persino Nicolas Ghesquière, uno che sui tacchi scultura da Balenciaga ci aveva costruito uno stile, per il suo debutto da Vuitton non è salito oltre i 7 centimetri, teorizzando un ritorno al buon senso. Non che i tacchi alti siano destinati all’estinzione, ci mancherebbe: sono parte dell’immaginario, ed è in questa veste che probabilmente rimarranno. La vita quotidiana però richiede altre altezze: meno spettacolo e più realtà. Un ottimo compromesso.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/09/27/tacchi-alti-uno-stop-agli-eccessi52.html?ref=search

Amore a scadenza (dopamina)

Pubblicato 7 luglio 2014 da capriccietto

Dopiamoci! Massimo è sensuale. Vi propongo questa chicca di Massimo Recalcati, trasmessa da Rai5 l’11 giugno 2014 – dalla Festa del libro e della letteratura di Roma. Titolo dell’intervento: “Come l’amore”.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f7d313e4-3c87-4138-9096-a6f25b2e0ba9.html?iframe

Il suo intervento si propone in quattro scene…
La prima scena è a mio parere la più realistica.
Tutto il resto nelle successive tre scene, è il suo ma anche il nostro desiderio [oppure marketing]?
Ancora la "sedia di Platone"?
Però ci si può godere la retorica ponderata di Massimo, la sua fonetica rrrrotonda (che sa di erre), e quella sua barbetta non fatta e corta e teneramente chiara, che contrasta con l'occhiale grosso e nero. Un po' sciupato. Vestito di nero. Collo e testa un po' curve e sporte in avanti sul corpo. Insomma Massimo fa sexy …che ma vieni che te lo spieghiamo noi cosa è l'amore …non temere caro …vieni …vieni.

mamma’s portrait

Pubblicato 16 giugno 2014 da capriccietto

Oggi l’ho vista la mia mamma. A proposito di amore.
Uno scarafaggio, una blatta, se ti passeggia sul secchiaio in cucina e se la vedi
la schiacci – [devi] farlo – si moltiplicano – devi ammazzare.
La mia bella vecchina. NerA sI tInGe i cApelLi. Ha ottanta anni. E’ secca.
Ha la testa piccola.
Non dimenticherò mai quando si fece fare una giacca di pelliccia di volpe, a lei piaceva molto ma quando se la metteva, tutto quel pelo gonfio rosso-biondo le faceva sembrare la sua testina mora ancora più piccina, come un puntino sopra due parentesi
.
()

ciao mamma!

assolutamente stupida
l’apologia dell’ignoranza
volgare
volgare volgo

volgo: “Italiano: moltitudine di persone che facevano parte del popolo poco colto, ignorante, ignobile · prima persona singolare indicativo presente di volgere”

Mi volgo. giro la faccia. non mi è mai piaciuto guardarla. volgo. mi volgo

Ha sempre avuto una voce orribile. stridula. un suono che infastidisce.
Il suono della sua voce riflette perfettamente il senso delle parole che emette.
Non c’è niente che merita ascolto.
E’ invidiosa, gelosa, bugiarda all’inverosimile, venale, vanitosa, competitiva. Ovviamente è egocentrica. Ogni volta che parla le sue frasi iniziano con “IO”.
Ovviamente non ascolta, non solo non ascolta le parole degli altri a lei rivolte ma nemmeno se stessa ascolta. se parla è come un pesce che boccheggia – per lei parlare è come respirare, un azione spontanea e vitale, un processo biochimico.

…………….ma……………..non posso,,,,,,,,,,,, farci!
non posso farci niente.
Uno scarafaggio, una blatta, se ti passeggia sul secchiaio in cucina e se la vedi
la schiacci
[devi] farlo – si moltiplicano – devi ammazzare.

Mia mamma non posso. Non si può. Ammazzarla.
MA POSSO TENERLA LONTANA! e lo faccio. allontanata.
è così disgustosa, mi tocca vederla ognitanto, mi tocca parlarci, mi tocca pure aiutarla, e per aiutarla mi tocca di ascoltarla, per chè ogni volta che per aiutarla la vedo lei parla – e mi fa sentire un cesso perchè mi caga dentro le sue parole di merda

aiutarla. aiu. haiu. hai. haiu!
cazzo! pago. pago. pago. le bollette. l’imu. la tari. e sto cazzo.
lei ha la sua pensione. mille euro al mese. ma non bastano. io spendo meno di lei. lei si lamenta che non può andare dalla parrucchiera, non può comprarsi il profumo e la crema. non fa che raccontare balle (bugie) sul suo aver dato – solo per farmi sentire in colpa.
DIO GRAZIE. mIO PADRE e mia madre hanno divorziato. mio padre è morto. io ho ereditato tutto di mio padre. e LA MAMMA è incazzata…. uuuuuuH! quanto è incazzata perchè non ha preso un soldo lei.

mia madre si è fatta un altro uomo, più giovane, ha 17 anni meno di lei. non so cosa è questo suo compagno ma se la regge lui, lei – ci vive con lei. non capisco come fa ma lo fa. non lavora da parecchio tempo. vive con lei e di lei (se per lei non lo so). a me pare pare scemo pure lui. non è del tutto a posto di testa, quando lo vedo, mi strugge di paranoie.

La mia è una storia di ricatti.
Finchè mio padre era vivo io ho dovuto combattere. Era un rimpallo tra loro due, dove io ero la palla.
Ho difeso il territorio come ho potuto. Il territorio era il corpo di mio padre, la casa di mio padre, i soldi suoi. Eredità. Ho vinto io.
Era un lavoro. in tutti i sensi. ho lavorato per mio padre. la Ditta.
Ho lavorato. era lavoro. giuro che ho lavorato.

per la famiglia.

ho lavorato.

adesso godo di quel lavoro, di caso e fortuna, adesso ho una rendita (mi fa specie doverla spartire con mia madre – in fondo aspetto pazientemente che muoia pure lei, come pazientemente ho atteso la morte di mio padre e la morte di tutti)

LA FAMIGLIA.

mi ricordo un giorno che eravamo insieme io e la mia mia mamma in attesa dal ginecologo e Lei mi disse, ma perchè non ti fai chiudere le tube? (figli non ne avevo e potevo quando lei me lo disse)

mi ricordo un giorno che Lei mi disse – se una donna non resta incinta forse non deve insistere, che a lei che aveva l’utero alto il medico le fece non so quale puntura e poi io nacqui (magari non è vero perchè lei racconta solo fantasie)

però io sono nata il primo giorno di aprile
ed è evidente che per lei ero uno scherzetto

Crederete a questa storia?
I love mia mamma
this is my mommy’s portrait

I love you

 

Amore – concetto astratto

Pubblicato 2 giugno 2014 da capriccietto

Amore concetto astratto segno parola. Magari Saussure…
Secondo Guglielmo di Occam, i concetti sono segni e non hanno alcuna realtà. La conoscenza può essere solo intuitiva e individuabile – i processi del ragionamento astratto sono inutili.
Voler capire Dio o come va il mondo.
Ci sono due possibilità: un atto di fede / la ragione.
Credere in Dio
Credere nell’Amore
Dio e Amore – sono due concetti astratti.

dal Bello al Sex

Pubblicato 23 maggio 2014 da capriccietto

Si parlava della moda in America dei concorsi di bellezza per bambine.
…che rasentano l’istigazione alla pedofilia.
Immagine
Le donne hanno sempre desiderato essere belle,
in un recente passato voleva dire essere eleganti, oggi vogliono essere sexy.
Ci può stare tra i venti e i cinquant’anni (flessibili),
dopo è patetico – prima è grottesco.
Si può dissentire su tutto, ma la deriva dal bello al sex – non è innegabile?