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Tutti gli articoli per il mese di ottobre 2014

La storia non è finita !

Pubblicato 10 ottobre 2014 da capriccietto

Non è finita, lo ha ammesso anche Fukuyama!
Sembra un paradosso, che la fine sia collegata al mito del progresso… eppure così era.
Morte dell’Arte, Fine della Storia, Fine della Letteratura, Fine della Storia dell’arte (metti Argan, Hegel, Fukuyama o Belting, eccetera).

Si credeva nelle magnifiche sorti progressive, padroni del sapere.
Arrivati, superate le epoche buie, superiori a tutta quella povera umanità che ci aveva preceduto.

E adesso? Oddio! cosa sta succedendo? cosa si sfascia, cosa crolla e come sta cambiando? Vecchio e nuovo e prima e dopo smetteranno di avere un verso?!

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/democrazia-lenta-mondo-rock-fukuyama-modello-liberale-86205.htm

XXI secolo – la favola

Pubblicato 3 ottobre 2014 da capriccietto

Ieri sera mi sono guardata un film, in ultimo ne vedo pochi.
E mentre seguivo dentro me annotavo tutte le incongruità, le assurdità. Nulla di male, è racconto, fa storia, è trama. Ma niente di reale. Poi il film era caruccio.

Mi sono ricordata di quando ho visto al cinema quel film di Woody Allen, “Basta che funzioni”.

Ricordo che sono uscita – dopo la visione – allegra.
E ricordo l’atmosfera di quelli intorno a me, allegri.

Questo film era una favola, uguale a Cenerentola.

Ma ho capito che tutti avevano creduto alla favola – forse senza accorgersene. Erano contenti del lieto fine, anche se il lieto fine era ASSURDO.

Credo Woody Allen scrivendo e girando quel film ci abbia a tutti elegantemente preso in giro. Credo lo abbia fatto apposta, sperimentale e sadico.

Ma è questa la realtà che viviamo : una favola da cui non vogliamo uscire. XXI secolo.

ipermercato

Pubblicato 2 ottobre 2014 da capriccietto

Io lo so che la mia vita è diversa. Sono una eccezione. Dovrei apprezzare di più.
Oggi ho vissuto la più banale delle esperienze – ma non praticando spesso questo stile di vita…
resto colpita. Dalla bruttezza. Non mi piace, mi fa tristezza. Una partecipazione rovesciata.
Sono banalmente stata in un ipermercato, perchè c’erano delle offerte scontatissime e allora ho preso la macchina per fare la classica carica. [di solito non uso l’auto per fare spesa, abito in centro città, non ho garage, fatico a parcheggiare e comunque mai sotto casa – perciò preferisco andare a piedi e i miei acquisti sono direttamente proporzionali al peso della borsa che tengo nella mano – una dimensione altra, tanto che non uso mai il carrello ma proprio la borsa che, quando è pesante abbastanza vuole dire che ho finito la spesa – semplice in fondo – e ha anche un aspetto ecologico e anticonsumistico… ] 🙂

Ho preso l’auto, mi sono intasata nel traffico post cinque pomeridiane, mi sono annichilita nell’ipermercato sotto quella luce artificiale, quell’aria innaturale, con quel sonoro da spiaggia, lo sconfinato metraggio degli scaffali che per comprare uno yogurt vai in crisi esistenziale per eccesso di scelta, troppo, troppo, troppo, tutto troppo.

Deve essere la normalità di molti. Non è la mia.
Cosa è? Mi ferisce il contrasto.
Poi ho risparmiato sulle bottiglie di olio extravergine, sulla pasta.