Amo la menopausa

Pubblicato 27 giugno 2014 da capriccietto

Menopausa. Credo di esserci!
Mi sono liberata dello sguardo. Ora quando vedo un uomo, il sesso opposto al mio, lo vedo e basta.
Se i miei attuali sentimenti siano frutto di cambiamenti ormonali o di esperienza… non lo so. Amerei credere che dipendano da me stessa e non dalla biologia. Ma. Però. Non lo so.
Ho un vivido ricordo del giorno in cui il mio modo di pensare è CAMBIATO.
Era il direttore della banca, avevo appena cambiato banca. Direttore senza fede al dito, di età non definita ma non eccessivamente inferiore alla mia, essendo io nuova cliente il direttore si era mostrato gentile ed interattivo, captando i miei interessi con molti sorrisi.
Come spiegarlo? Banca sottocasa, direttore single. Ci ho pensato.
Ogni volta che dicevo qualcosa di me, il direttore diceva “anch’io”… Mi era quasi parsa anima gemella.
Poi però mi è sembrato strano. Di solito nessuno è in accordo con me, questo invece, ogni cosa che dicevo, ribatteva “anche io”.
Quelli che devono vendere, fanno corsi di marketing. Per agganciare il cliente, evidentemente insegnano che bisogna creare una sintonia. A me non capita in nessun altro posto se non in banca che l’addetto alla gestione titoli sia sempre in accordo con me.
Mi piacciono i cavoli, sì i cavoli sono buonissimi.
Amo i formichieri, sì i formichieri sono bellissimi.
Ho votato per Monti, sì anche io ho votato per lui.
[poi mi ha detto: ma si fidi di me, io rispetto i suoi bisogni, il suo patrimonio, le sue aspettative, si fidi di me, faccia come dico io… – lo sapete che ogni volta che un promotore, impiegato, pure un direttore, vuole vendervi un fondo qualsiasi lui ci prende una percentuale?]

Un giorno sono scesa in banca. Ho visto il direttore. L’ho guardato proprio. E non ho più visto un maschio, scopabile, uomo, possibile fidanzato, presunto amante, essere con cui prendere un caffè al bar, essere con cui andare in vacanza ad Ischia.

Ho visto il direttore di una banca che provava a vendermi un fondo su cui avrebbe guadagnato la sua percentuale. Non era più un uomo, era un ruolo, una formica, il pezzo di un ingranaggio, era una cosa.

Da allora, non guardo più gli uomini come desiderabili. Li vedo per quello che sono.

C’è tutto un pregresso ovviamente.
Non ho mai minimamente provato attrazione per il direttore, era un riflesso incondizionato, maschio libero, possibile.

Pensate che… io perfino ce l’ho un compagno… Essì, ce l’ho. Ma è un’altra storia. Forse una delle prossime storie.

Mi sono liberata dello sguardo. Ora quando vedo un uomo, il sesso opposto al mio, lo vedo e basta. Allo stesso modo vedo un piccione che becca, un poster strappato, i tacchi di una donna che attraversa camminando senza naturalezza, un gatto imboscato dietro una macchina, una brutta vetrina, un bel vaso di fiori, un riflesso di luce sul muro, la lucidità della pioggia.

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