santificare le feste

Pubblicato 18 aprile 2014 da capriccietto

Non mi è mai piaciuto, mai da quando mi ricordo.
Pasqua per me è quasi inesistente, se non fosse che mi è stato chiesto di cucinare l’agnello domenica a pranzo.
Siamo nel pieno della celebrazione [rituali].
Ricordo di una breve discussione avuta in occasione di un 31 di dicembre. Eravamo a cena in casa mia in qualche decina (un paio?) – sì lo so, ho una sala recipiente… – stavamo mangiando e c’era un ritmo dettato dal caso, piatti portati dagli ospiti, una regia non governata dall’orologio.
Mi sono permessa di  dire chisseneimporta se tra tredici minuti scocca la mezzanotte… tagliamo il tacchino, mangiamoci quei due contorni, finiamo quella bottiglia e quel discorso, quando siamo pronti festeggiamo l’anno nuovo. Il nostro. Senza orologio. Festeggiamo il nostro nuovo anno senza burocrazia. Quando abbiamo finito di cenare, si sparecchia, si portano i dolci, si stappano le bottiglie. Prendiamoci il nostro tempo.
Sono stata bocciata.
La mezzanotte è sacra. E’ il rito. Se non partecipi non c’è più il valore.

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