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Tutti gli articoli per il mese di aprile 2014

perbene

Pubblicato 30 aprile 2014 da capriccietto

Beh… Amore, perchè no?
una puttana in un convento o una suora in un bordello
…per Tempo ho creduto di esemplificare così quello che sentivo
[tralasciare troppe spiegazioni – meglio le spighe – inadeguata, fuoriposto, diversa ma anche altro più inerente l’amare e l’amore – comunque roba passata]

ne perbene ne permale

ne perbene ne permale

Poi un giorno ho visto questo slogan… ne perbene ne permale.
Già, non santa e non puttana. Solo una donna.
[C’è stato Uno che mi irretiva col quesito santa-puttana. All’epoca lo trovai perfino eccitante]. Cose capite troppo tardi.

Pensato

Pubblicato 30 aprile 2014 da capriccietto

Lasciami stare.
Scorrono troppe parole – ognuna un pensato.
Non ho paura di perderlo.
Mi faccio dono e voglio che sia a lungo, per, duraturo.
Non temo di dimenticare, conosco che ritornerà.
Qui se mi lasci posto  [pAsto]

la madre

Pubblicato 27 aprile 2014 da capriccietto

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Madre.
Statua di legno.
Vista per caso e per curiosità, anche per ricerca.
Davanti ho trovato bellezza, durezza, forza
è impressionante guardare quel presunto gesù bambino colla faccia di uomo
non sai se è premonizione o incesto
è madonna nera.
Il lato oscuro della maternità?
Mamma nera…
Conoscere il Male.

Io, per sicurezza, non ho figliato!

per chi volesse vederla è nella cattedrale di Manfredonia

il padre

Pubblicato 27 aprile 2014 da capriccietto

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E’ una così suggestiva immagine.
Storia della filosofia occidentale, di Bertrand Russel.
Dare al proprio padre un manuale
orientarlo
ora che è nell’altrove/aldilà…
Una immagine suggestiva che trasforma,
atto d’amore o vendetta?
Quanti,
hanno pianto il perdere
– ciò/quello –
mai avuto?
La cosa più forte:
piangere per quello che non è stato.

precario

Pubblicato 21 aprile 2014 da capriccietto

Precario. Precarietà.
Sento che io da precaria ho vissuto sempre, ma adesso sono in compagnia…
Ben arrivati!
Era un’estetica, quella della instabilità, per me. Cercavo di trovarci una filosofia, una ragione, una bellezza. Può essere che ci sia pure riuscita a darmene una ragione. Se poi non è andata male [adesso sono più contenta e soddisfatta di allora, un guadagno l’ho avuto]. Ci ritornerò su cosa era, per me.
Precarietà. Instabilità.
Per anni, decenni, secoli, millenni. La vita non è mai stata certa, la vita non è mai stata sicura, la vita non è mai stata garantita. Sembra oggi si rimpianga uno stato che è stato brevissimo. Non dico giusto/sbagliato. Mi limito a una constatazione.

santificare le feste

Pubblicato 18 aprile 2014 da capriccietto

Non mi è mai piaciuto, mai da quando mi ricordo.
Pasqua per me è quasi inesistente, se non fosse che mi è stato chiesto di cucinare l’agnello domenica a pranzo.
Siamo nel pieno della celebrazione [rituali].
Ricordo di una breve discussione avuta in occasione di un 31 di dicembre. Eravamo a cena in casa mia in qualche decina (un paio?) – sì lo so, ho una sala recipiente… – stavamo mangiando e c’era un ritmo dettato dal caso, piatti portati dagli ospiti, una regia non governata dall’orologio.
Mi sono permessa di  dire chisseneimporta se tra tredici minuti scocca la mezzanotte… tagliamo il tacchino, mangiamoci quei due contorni, finiamo quella bottiglia e quel discorso, quando siamo pronti festeggiamo l’anno nuovo. Il nostro. Senza orologio. Festeggiamo il nostro nuovo anno senza burocrazia. Quando abbiamo finito di cenare, si sparecchia, si portano i dolci, si stappano le bottiglie. Prendiamoci il nostro tempo.
Sono stata bocciata.
La mezzanotte è sacra. E’ il rito. Se non partecipi non c’è più il valore.